Neurofeedback

Il Neurofeedback è un training cognitivo scientificamente provato, non invasivo e sicuro che aiuta a migliorare la concentrazione, l'autoregolazione e il sonno. È un trattamento utile e sostenibile per l'ADHD dell'adulto e del bambino (+6 anni), per l'insonnia e disturbi del sonno, e per migliorare le performance cognitive.

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Come funziona il Neurofeedback?

Ogni giorno il nostro cervello apprende ed elabora nuove informazioni, creando nuovi percorsi neurali. Questa naturale abilità del cervello è nota come neuroplasticità. Il neurofeedback sfrutta la naturale capacità del cervello di modularsi, per regolare le disfunzioni che si riscontrano nell'attività neuronale. Nel trattamento con neurofeedback per l'ADHD, il cervello viene "ricompensato" per aver modificato la propria attività neuronale, adattandola a schemi più funzionali e sani. Quando il cervello è in grado di autoregolarsi meglio, è più semplice e immediato riuscire a concentrarsi durante il giorno, così come ad addormentarsi e a rimanere addormentati durante la notte.

Il neurofeedback è adatto a un'ampia gamma di individui:

  • adulti, adolescenti e bambini di età superiore ai 6 anni con problemi di disattenzione e impulsività (ADHD) e/o con problemi di sonno
  • persone che soffrono di sottotipi di ADHD
  • professionisti e atleti che desiderano migliorare la qualità del sonno e le prestazioni cognitive


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Per quali disturbi è raccomandato il Neurofeedback?

Neurofeedback per l'ADHD

La maggior parte degli studi sul neurofeedback prende in considerazione gli effetti positivi della terapia su bambini e adulti con ADHD. La ricerca scientifica e la nostra esperienza clinica dimostrano un miglioramento dell'attenzione, della concentrazione, dell'impulsività e del sonno. Una volta appreso il meccanismo di attivazione di queste attività cognitive, gli effetti positivi si mantengono a lungo termine e non sono necessarie altre sessioni. Il neurofeedback per l'ADHD è adatto agli adulti e anche ai bambini di età dai 6 anni in su.

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Neurofeedback per Insonnia e Disturbi del sonno

Il neurofeedback è utile anche nella regolazione del ciclo sonno-veglia, agevolando il rilassamento, addormentamento e il mantenimento dell'addormentamento, migliorando la qualità complessiva del sonno.

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Neurofeedback per Peak Performance

Poiché il neurofeedback aiuta a migliorare la concentrazione e il sonno, può essere un trattamento utile anche per chi desidera migliorare ulteriormente le proprie prestazioni cognitive e atletiche. Gli effetti positivi del neurofeedback sono stati documentati da studi condotti su tennisti, golfisti, piloti di auto da corsa e altri professionisti ad alte prestazioni.

Chi può fare il Neurofeedback?

Il neurofeedback non ha controindicazioni. Il trattamento può essere utilizzato in modo sicuro da chiunque, purché la sua applicazione sia personalizzata, mirata e seguita da un eserto. Il neurofeedback è adatto ed efficace anche con chi non ha risposto ai trattamenti farmacologici.

Il neurofeedback aiuta adulti e bambini di età superiore ai 6 anni con problemi di attenzione, comportamenti impulsivi, disturbi del sonno. È un trattamento a breve termine con effetti a lungo termine. Di solito sono necessarie da 30 a 40 sessioni perché il cervello consolidi l'apprendimento. Per ottenere i migliori risultati, le sessioni devono essere svolte regolarmente, almeno due volte alla settimana. Una volta appreso il nuovo modello comportamentale, non sono necessarie altre sessioni.

Nelle cliniche neurocare adottiamo le conoscenze acquisite dal nostro team internazionale di ricerca nel settore della neuromodulazione. Gli studi scientifici hanno dimostrato che il trattamento con neurofeedback è efficace in 3 individui su 4 e questo risultato è supportato dai riscontri nella nostra esperienza clinica.

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Benefici del Neurofeedback

È sicuro

I nostri programmi di neurofeedback si basano su una valutazione preliminare completa e personalizzata dell'attività neuronale e della qualità del sonno. I programmi sono eseguiti da professionisti della salute mentale esperti che hanno ricevuto una formazione presso l'accademia internazionale di neurocare.

Migliora il sonno

Allenando il cervello ad autoregolarsi per uscire dallo stato di iperattività, il neurofeedback può aiutare a migliorare naturalmente la nostra capacità di rilassarci, addormentarci e rimanere addormentati. Quando miglioriamo il sonno, gettiamo le basi per trattare non solo l'ADHD, ma anche altri disturbi come ansai e depressione.

Senza effetti collaterali

È dimostrato che il neurofeedback è un trattamento sicuro. A parte una lieve sensazione di stanchezza terminata la sessione, questa tecnica non ha effetti collaterali. A differenza di alcuni farmaci sedativi per facilitare il sonno, che possono indurre annebbiamento o sonnolenza durante il giorno, il neurofeedback aiuta ad autoregolare il sonno, ricalibrando un ritmo circadiano sano.

Efficacia a lungo termine

Per raggiungere risultati efficaci e duraturi, in media sono necessarie dalle 30 alle 40 sessioni di neurofeedback, da tenersi almeno due volte alla settimana. Sebbene ciò richieda un impegno intensivo per diverse settimane, dopo aver completato il programma, la maggior parte dei pazienti ha riscontrato benefici duraturi anche a lungo termine. Non sono quindi necessarie altre sessioni di mantenimento.

Naturale

L'efficacia del neurofeedback si basa su un processo di apprendimento graduale e naturale del cervello, proprio come l'apprendimento di uno strumento musicale o di un nuovo sport. Una volta consolidata la nuova attività cerebrale, gli effetti positivi possono essere mantenuti a lungo nel tempo.

Scientificamente provato

In neurocare applichiamo solo protocolli rigorosamente testati e scientificamente provati. Anche le tecnologie che utilizziamo nelle nostre cliniche sono supportate da studi ed evidenze scientifiche. Prima di procedere con i programmi di neurofeedback, effettuiamo una valutazione generale e completa dell'attività cerebrale e della qualità del sonno, tramite l'esame del QEEG e dell'Actigrafia. Ciò consente ai nostri clinici di avere una visione più approfondita e completa del quadro clinico del paziente e di personalizzare il programma terapeutico. 

Domande e Risposte frequenti sul Neurofeedback

  • Il Neurofeedback è un trattamento scientificamente provato?

    Il neurofeedback come terapia per il  Deficit di Attenzione con o senza Iperattività (ADHD o ADD) ha dimostrato effetti positivi in studi su larga scala, multicentrici, controllati con placebo (Strehl et al., 2017; Van Doren et al., 2018). La maggior parte dei soggetti sottoposti a neurofeedback ha risposto in modo significativo, rispetto al gruppo non sottoposto al trattamento. I risultati positivi sono stati raggiunti con un trattamento di 25 sedute, ottimale per il lavoro con i bambini. Sono stati dimostrati benefici anche sul miglioramento di insonnia e disturbi del sonno, e sulle prestazioni cognitive, sportive e atletiche.

  • Quante sedute di Neurofeedback sono necessarie?

    I primi miglioramenti si osservano in media dopo 15 sedute e sono necessarie tra le 20 e le 40 sedute in totale per beneficiare degli effetti del trattamento. Questa variabilità dipende dalla gravità della sua condizione patologica e dalla motivazione del paziente a svolgere con regolarità le sessioni. La frequenza regolare delle sessioni infatti è fondamentale per il successo della terapia. 

  • Quante sessioni di Neurofeedback vanno svolte a settimana?

    Sono raccomandate un minimo di 2 sedute la settimana, da mantenere con frequenza costante. Se ciò non accade, i progressi potrebbero subire un rallentamento e il trattamento si allungherà nel tempo per poter avere una efficacia duratura.

  • Il Neurofeedback ha effetti a lungo termine?

    Il neurofeedback ha dimostrato effetti positivi a lungo termine. In un lavoro di meta-analisi e di revisione degli studi presenti in letteratura (Van Doren et al., 2018), sono stati confrontati i progressi ottenuti con la somministrazione di neurofeedback a oltre 500 bambini con ADHD, messi a confronto con altri gruppi di bambini trattati con farmaci o non trattati affatto.

    I bambini trattati con neurofeedback hanno dimostrato un miglioramento anche dopo 6 mesi dalla fine del trattamento e senza bisogno di ulteriori sedute di rinforzo. Il gruppo trattato farmacologicamente, dopo 6 mesi dalla fine del trattamento, continua ad assumere farmaci.

    Una volta regolati i circuiti disfunzionali riscontrati nell’attività cerebrale di chi soffre di ADHD, l'apprendimento rimane, esattamente come quando si impara un'attività sportiva nuova, come andare in bicicletta.

  • Come posso sapere se il trattamento di Neurofeedback è adatto a me?

    Nelle cliniche neurocare viene effettuata una valutazione preliminare molto accurata per avere un quadro clinico completo. La valutazione comprende una prima visita psichiatrica e la somministrazione di test di valutazione psicometrica e/o neuropsicologica. Inoltre, per poter accedere a un programma con neurofeedback, è necessario svolgere un esame con QEEG e l'Actigrafia, per andare a indagare se sussistono anomalie nell'attività cerebrale e dei disturbi del sonno.

  • Cosa provocano gli elettrodi che vengono posizionati sul capo e sul viso?

    Gli elettrodi registrano l’attività cerebrale e la inviano a un computer. Il posizionamento degli elettrodi può variare a seconda del protocollo utilizzato. Gli elettrodi posti dietro le orecchie registrano un segnale di base che serve a calibrare il sistema di registrazione dell'attività cerebrale. Gli elettrodi posti intorno agli occhi servono a eliminare gli artefatti che, a causa dei movimenti oculari, potrebbero influenzare il segnale elettroencefalografico. Questo set up è necessario per rendere la sessione di neurofeedback accurata e attendibile.

  • Neurofeedback è una terapia adatta solo ai bambini?

    No. Attualmente in letteratura scientifica ci sono numerosi studi sui protocolli di neurofeedback effettuali sia su adolescenti sia su adulti (Mayer et al., 2015).

  • Perché è necessario svolgere l’esame QEEG prima di sottoporsi al Neurofeedback?

    L’attività cerebrale varia in ciascuno di noi e questo vale anche per le persone che soffrono di ADHD o ADD e disturbi del sonno. È importante registrare e analizzare l'attività cerebrale prima di impostare il protocollo di neurofeedback proprio per formulare un percorso mirato e personalizzato, adatto alle caratteristiche e alle singolarità di ciascuno.

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