Psicoterapia e TMS, il trattamento ottimale per la Depressione

dic 15, 2022 - neurocare Italia

Psicoterapia e TMS per la Depressione.

Combinare la psicoterapia con la neuromodulazione non invasiva consente di potenziare il trattamento della depressione e di altri disturbi neuropsichiatrici, ottenendo risultati positivi anche a lungo termine. Lo suggerisce il recente articolo Boosting psychological change: Combining non-invasive brain stimulation with psychotherapy, una revisione critica delle evidenze scientifiche ad oggi emerse sull'efficacia dei trattamenti integrati con psicoterapia e stimolazione cerebrale. Per una cura sempre più mirata, personalizzata ed efficace. Ne abbiamo parlato con il Professor Simone Rossi, coautore dello studio, docente di Fisiologia presso l'Università di Siena e Direttore Scientifico di neurocare group Italy, approfondendo più nello specifico le evidenze che riguardano i percorsi terapeutici per la depressione.

La depressione è in aumento nel mondo e non tutti rispondono ai farmaci

La depressione e altri disturbi mentali sono tra le principali cause di morbilità e mortalità nel mondo e una delle sfide più importanti per i sistemi sanitari. La pandemia da COVID-19, le restrizioni sociali e il crescente sentimento di insicurezza hanno provocato un aumento del 27% dell’incidenza di depressione e ansia a livello mondiale.

Nonostante i progressi nella conoscenza e nella gestione dei disturbi neuropsichiatrici, i percorsi di cura non risultano efficaci per tutti. Infatti, "non tutte le persone affette da depressione o da altri disturbi psichiatrici, come il disturbo ossessivo-compulsivo, rispondono positivamente ai trattamenti di prima linea. Anzi, è stato stimato che meno del 50% delle persone affette da depressione maggiore risponde ai trattamenti farmacologici o alla psicoterapia", afferma il Professor Rossi.

La neuromodulazione non invasiva, nuova frontiera terapeutica per i disturbi neuropsichiatrici

Negli ultimi decenni le tecniche di neuromodulazione non invasiva, come la Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS) e la Stimolazione Elettrica Transcranica (TES), si sono affermate come promettenti opzioni terapeutiche non farmacologiche per la depressione, il disturbo ossessivo-compulsivo e altri disturbi, come le dipendenze patologiche. In particolare, è emerso che le tecniche di neuromodulazione possono risultare risolutive anche nei pazienti resistenti ai farmaci.

"I trattamenti di neuromodulazione possono essere somministrati in tempi relativamente brevi", prosegue il Professor Rossi, "e possono portare benefici rapidi e duraturi, poiché agiscono direttamente sui circuiti neurali compromessi sottostanti ad alcuni disturbi, come la depressione". Inoltre, la stimolazione cerebrale può essere facilmente integrata alla psicoterapia per potenziarne i benefici. 

Infatti, "nello studio Boosting psychological change, abbiamo confrontato i risultati delle ricerche che prevedevano come trattamento della depressione farmaco-resistente la somministrazione di stimolazione magnetica o elettrica insieme alla psicoterapia. Dall'analisi è emerso che le terapie si rinforzano l'un l'altra e che combinare la stimolazione cerebrale e la psicoterapia potrebbe diventare in futuro un’opzione terapeutica importante per il trattamento della depressione e di altri disturbi neuropsichiatrici", conclude il docente. 

Come la Psicoterapia agisce positivamente e “cambia” il cervello

La psicoterapia è un insieme di tecniche basate sull'interazione terapeuta-paziente in grado di produrre, attraverso l'apprendimento, cambiamenti emotivi, cognitivi e comportamentali che nel complesso vanno a migliorare il disagio psicologico del paziente. 

La letteratura scientifica ha ormai dimostrato che la psicoterapia influenza il funzionamento dell’attività neuronale in diverse condizioni neuropsichiatriche. Nello studio Nello studio Boosting psychological change, di cui è prima autrice la Dottoressa Elisa Tatti della New York University, si ricorda che, grazie alle tecniche di imaging, è stato possibile verificare che la psicoterapia, in particolare la cognitivo comportamentale (CBT), è in grado di indurre cambiamenti di lunga durata nell’attività cerebrale, promuovendo la plasticità neurale, incluso la formazione di nuove sinapsi.

Gli studi su depressione maggiore, ansia e disturbo da stress post-traumatico hanno evidenziato che i cambiamenti mediati dalla psicoterapia avvengono nelle regioni del cervello deputate alla regolazione delle emozioni, ai processi decisionali e alla memoria, regioni chiave per affrontare i sintomi e ottenere un cambiamento psicologico. 

In particolare, la psicoterapia cognitivo comportamentale agisce sulle capacità di problem-solving, auto-rappresentazione e auto-regolazione delle emozioni. Le aree del cervello nelle quali sono stati dimostrati cambiamenti significativi durante e dopo la psicoterapia sono proprio quelle deputate alle capacità sulle quali interviene la CBT.   

La Stimolazione Magnetica Transcranica è efficace, sicura e indolore

La Stimolazione Magnetica Transcranica o TMS è una tecnica di neuromodulazione non invasiva e non farmacologica. La TMS funziona posizionando sul capo del paziente una bobina magnetica che va a stimolare elettricamente e in modo circoscritto alcune zone specifiche del cervello. La terapia è chiamata anche rTMS, stimolazione magnetica transcranica ripetitiva, perché i protocolli prevedono più sessioni di stimolazioni ripetute nel tempo.

La rTMS "offre una stimolazione accurata e limitata a una regione bersaglio, localizzata grazie a un sistema di neuronavigazione che garantisce un feedback immediato sulla posizione e sull'orientamento della bobina. Stimolando le aree cerebrali scelte, si è in grado di intervenire direttamente sui circuiti neurali disfunzionali, alleviando la sintomatologia di determinate patologie neuropsichiatriche", spiega il Professor Rossi.

La rTMS "è un trattamento assolutamente indolore e non richiede anestesia né ricovero ospedaliero. Ad oggi non sono stati riscontrati effetti collaterali, a parte un lieve mal di testa focale che si risolve dopo qualche minuto. A differenza della terapia Elettroconvulsiva (ECT), meglio nota come Elettroshock, non vengono provocate convulsioni e non esiste il rischio di indurre perdita di memoria", conclude Rossi.

TMS e Psicoterapia, il trattamento ottimale per la Depressione

La Depressione Maggiore è un disturbo dell’umore caratterizzato da una sensazione persistente di tristezza, perdita di interesse, affaticamento e difficoltà di concentrazione. Chi soffre di depressione mostra delle alterazioni nell’elaborazione delle emozioni negative e un ridotto rilascio di dopamina in risposta alle ricompense. La stimolazione magnetica transcranica agisce direttamente sulle aree cerebrali compromesse dal disturbo depressivo, ripristinandone il regolare funzionamento.

La rTMS è molto utile nella gestione dei sintomi depressivi proprio grazie alla sua azione diretta sull'attività neurale. "Combinare la stimolazione magnetica e la psicoterapia ha l’obiettivo di potenziare i benefici di entrambe le terapie per ottimizzare il percorso di cura. Complessivamente, gli studi revisionati nella pubblicazione suggeriscono che i protocolli integrati con stimolazione cerebrale e psicoterapia cognitivo-comportamentale siano opzioni terapeutiche molto valide ed efficaci anche a lungo termine", afferma il Professor Rossi.

Per esempio, "negli studi menzionati di Donse del 2018 su pazienti con depressione resistente ai farmaci, circa il 66% ha ottenuto una risposta positiva al trattamento integrato di rTMS e psicoterapia cognitivo comportamentale. Nello studio si legge che il 56% dei pazienti è andato incontro a una remissione totale dei sintomi e il 60% dei pazienti ha mantenuto gli effetti benefici a distanza di 6 mesi dal trattamento", prosegue il docente.

L'efficacia della rTMS è stata provata anche in ricerche precedenti. "Nello studio di Isserles del 2011,  circa il 46% dei pazienti che si sono sottoposti a trattamenti di rTMS combinati alla psicoterapia cognitivo comportamentale ha ottenuto ottimi risultati e il 30% una remissione completa dei sintomi", conclude Rossi.

La migliore terapia per la depressione è integrata e personalizzata

Gli attuali standard terapeutici si approcciano alla depressione e ai disturbi neuropsichiatrici proponendo percorsi basati per lo più sulla farmacoterapia o sulla psicoterapia. Tuttavia, si è visto come interventi multidisciplinari e integrati con la neurmodulazione possano apportare benefici maggiori e duraturi nel tempo, soprattutto a chi non risponde positivamente ai farmaci.

Sono in aumento gli studi che indagano l'efficacia di un approccio terapeutico basato sulla combinazione della psicoterapia e delle tecniche di stimolazione cerebrale, con l'obiettivo di formulare protocolli clinici ottimali per fornire interventi mirati. Un percorso personalizzato, calibrato sulle caratteristiche del singolo, può dare esito a un recupero più rapido, efficace anche a lungo termine.

La stimolazione cerebrale e la psicoterapia cognitivo-comportamentale rinforzano l'una gli effetti benefici dell'altra. Dunque, un percorso personalizzato sulle esigenze del singolo e integrato con psicoterapia e trattamenti di neuromodulazione potrebbe diventare in futuro l'opzione terapeutica di prima linea per il trattamento della depressione e di altri disturbi neuropsichiatrici.

 

 

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